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ACUSMATICA

Studi I-VIII

Studi I-IV (2020-2021) musica elettroacustica [6′ 57″]

Studio V (2020-2021) musica elettroacustica [6’ 21”]

Studio VI (2021) musica elettroacustica [25’ 49”]

Studio VII (2020-2021) musica elettroacustica [7’ 02″]

Prima esecuzione assoluta: REF Resilience Festival, Foggia, Teatro della Piccola Compagnia Impertinente, 26 settembre 2021

Studio VIII (2020-2021) musica elettroacustica [1’ 45”]

La forza senza legge non ha forma,

ha solo un istinto e una durata

David Foster Wallace

Gli Studi I-VIII prendono ispirazione dai Klavierstücke I-VIII di Karlheinz Stockhausen. Questi lavori per pianoforte ruotano intorno all’esperienza elettronica degli Elektronische Studie I e II. Se i Klavierstücke I-IV (1952-53) rappresentano una sorta di schizzo dei pezzi elettronici che verranno, i Klavierstücke V-VIII (1954-55)rivelano una nuova attenzione al fattore temporale che nel contempo ‘dilata’ la forma secondo “criteri statistici” e consente all’autore di costruire timbri diversi (quasi in competizione con quelli elettronici su cui aveva lavorato per 18 mesi) che emergono dal costante uso di risonanze prodotte dalla pressione silenziosa dei tasti.

Nei miei Studi, tutti realizzati con CSound, ho voluto ricreare il suono elettronico di quegli anni: nella sua morfologia principale tanto simile a quella dei suoni di pianoforte (dovuta a tagli netti del nastro magnetico) e nel suo ‘colore’ ottenuto anche grazie alla convoluzione con la risposta all’impulso del riverbero a piastra EMT 140, quello usato da Stockhausen per Kontakte (ringrazio Martino Marini per la registrazione delle risposte all’impulso).

Per ogni studio, o gruppo di studi, ho adottato generazioni spettrali e comportamenti diversi nella ‘mala copiatura’ dei Klavierstücke, ma sempre concependo ogni suono come una momentform la cui durata e istante di inizio siano imprevedibili, ed entro cui talvolta è possibile sentire l’eco appena accennata di una composizione strumentale.

Studi I-IV (che devono essere eseguiti tutti insieme):  filtraggio risonante di brevi campioni di musica etnica distorti con varie funzioni, gesti e distribuzione temporale il più possibile simili a quelli dei Klavierstücke I-IV, echi di musica etnica.

Studio V: modelli fisici  applicati a funzioni audio prodotte da un insieme di Julia (implementato in CSound da Hans Mikelson, 1999), note generate con Cmask (Andre Bartetzki, 1997) a simulare in modo approssimato densità e dinamica del Klavierstück V, echi di musica classica.

Studio VI: ogni suono è il risultato della sovrapposizione di tre materiali ottenuti con la convoluzione con più o meno lunghe risonanze di pianoforte di: insiemi di Julia, onde quadre, attacchi di pianoforte. Le risonanze in realtà sono una deconvoluzione delle risonanze originali con gli attacchi di pianoforte selezionati come spettro generatore; il risultato è una sorta di RM. Tutti i suoni di pianoforte sono campionati dalla registrazione dei David Tudor della III versione del Klavierstück VI. Seguendo la tipologia di ‘suoni satelliti’ e suoni principali di Stockhausen, ho scritto un algoritmo di generazione seriale (basato sull’analisi della composizione di Stockhausen) sia dei parametri (serie di 6) che della organizzazione formale. Echi di musica vocale. Ringrazio Pascal Decroupet per avermi fornito i suoi fogli di lavoro per la preparazione dell’articolo “First sketches of reality. Fragmente zu Stockhausen (Klavierstück VI)”.

Studio VII: modelli fisici  applicati a funzioni audio prodotte da un insieme di Julia. La sua struttura deriva da un’analisi approssimativa degli eventi del Klavierstück VII individuando tre tipologie morfologiche: grappoli di note piano (arpeggi veloci generati da distribuzioni probabilistiche), suoni singoli lunghi, suoni con parziali ritardate (arpeggi lenti). Echi di musica di Stockhausen.

Studio VIII: modelli fisici  applicati a funzioni audio prodotte da un insieme di Julia modulate ad anello con funzioni a gradini aleatorie e trasposte con trasformata di Hilbert. La sua struttura deriva da un’analisi approssimativa degli eventi del Klavierstück VIII individuando tre tipologie morfologiche: grappoli di accordi, suoni singoli lunghi , suoni generati da distribuzioni probabilistiche  su più ‘voci’. Echi di free jazz.