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STRUMENTI ED ELETTRONICA

Il domestico di Edgar

(1996-….) improvvisazione guidata per sassofono contralto, nastro e live electronics (ossia Octandre) [7’]

Prima esecuzione assoluta: XIV Colloquio di Informatica Musicale, Limonaia di Villa Strozzi, Firenze, 9 maggio 2003

Sassofono contralto: Gianpaolo Antongirolami

Regia del suono: Roberto Doati

Realizzata con una borsa della Bogliasco Foundation presso il Centro Ligure per le Arti e le Lettere

Se potessimo udire tutti i suoni esistenti subito impazziremmo.

Charlie Parker

Nel 1995 ricevetti una commissione per un’opera per strumento e computer dal compositore Claudio Ambrosini per il suo gruppo “Ex-Novo Ensemble”. L’opera doveva entrare a far parte, insieme ad altre scritte per l’occasione, di un repertorio particolare: arrangiamenti di musiche pop, o jazz e uso di improvvisazione con strumenti solisti ospiti. La mia scelta fu quella di lavorare con il sassofonista jazz Pietro Tonolo, per una composizione in cui elettronica e improvvisazione jazz fossero strettamente legate una all’altra, pur all’interno di un linguaggio musicale classico. La prima esecuzione era fissata l’anno successivo alle Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Quando il teatro andò in fiamme, nel gennaio del 1996, il mio lavoro era appena cominciato, e l’amarezza e lo sconforto  in cui caddi per la perdita di un tale patrimonio, affettivo e culturale, furono tali che più volte nel corso degli anni ho ripreso in mano la composizione, portandola a termine solo nel 2002. Il protrarsi dei lavori di ricostruzione del teatro mi ha fatto comunque pensare a un work in progress.

È noto che negli ultimi anni di vita, Charlie Parker prese contatti con Edgar Varèse per ricevere lezioni di composizione. Il grande sassofonista jazz si stava infatti interessando sempre più alle esperienze dei compositori del primo ‘900. Il suo desiderio era tale da spingerlo a proporsi come domestico per Varèse qualora il pagamento delle lezioni dovesse essere stato ritenuto dal compositore non sufficiente. Alla fine Varèse accettò, ma al suo ritorno dopo un viaggio in Europa, Parker era morto.

L’idea di questo mio lavoro nasce dalla realizzazione di una parte elettronica che sia sonologicamente e formalmente organizzata come Octandre, uno dei capolavori di Varèse. Su questa base (o sulla stessa registrazione-esecuzione di Octandre), il sassofonista deve suonare seguendo una partitura che lo lasci libero di improvvisare, ma solo all’interno di schemi determinati; in pratica secondo quella che viene definita una improvvisazione guidata.

Prima dell’esecuzione la sola improvvisazione del sassofonista, che deve conoscere bene il linguaggio jazz e in particolare lo stile bebop, verrà registrata. Dopo l’esecuzione alcuni frammenti della sua improvvisazione vengono trasformati e sovrapposti alla precedente parte elettronica, così che quando un altro sassofonista è disponibile per una nuova interpretazione concertistica, improvviserà anche sull’improvvisazione (deformata) del primo sassofonista. La nuova improvvisazione viene a sua volta trasformata e sovrapposta alla precedente per costituire la base “elettronica” per una successiva interpretazione. Questo processo di ricostruzione e sovrapposizione di “rovine” continuerà fino a quando ci saranno nuovi sassofonisti interessati ad eseguire l’opera.